CACCIA ILLEGALE, A PUGNELLO VIENE TROVATO UN GIOVANE CAPRIOLO MORENTE MASSACRATO DAI CANI, INTERVIENE IL C.P.V. E SCOPRE CHE LA RESPONSABILITA’ E’ ANCORA DEI “SOLITI BRACCONIERI”.

Comunicato stampa del Coordinamento Protezionista Vicentino ( C.P.V. ) del 12 novembre 2012.

Amici di CGTV alle otto di mercoledì mattina, sette novembre, una residente di Pugnello, frazione di Arzignano, avvisava le guardie Zoofile dell’E.N.P.A. del ritrovamento di un capriolo in un appezzamento di proprietà, l’ungulato sarebbe stato gravemente ferito. E stata incaricata una volontaria E.N.P.A. ad effettuare un sopralugo, per rendersi conto delle condizioni dell’animale e successivamente, individuata la posizione, avvisare la polizia provinciale. 
Arrivata sul posto, la volontaria, si è trovata di fronte ad una scena raccapricciante, il capriolo un giovane maschio, era morente, con ampie ferite nella parte posteriore, le gambe spezzate con le ossa in evidenza, profonde lacerazioni nei fianchi, ha fatto in tempo ad allungarli qualche carezza per tranquillizzarlo, è morto guardandola negli occhi.
Sentita la proprietaria del terreno, Lucia Molon, ha dichiarato che quella mattina, dopo le sette e mezza, aveva sentito latrare nelle vicinanze di casa sua, dalla finestra ha potuto notare che dei cani da caccia, si erano avventati su un animale e lo stavano dilaniando, è uscita di corsa allontanandoli ma oramai il povero capriolo era stato ferito in modo gravissimo. La volontaria, sentito il capo nucleo delle guardie Zoofile ENPA, ha ricevuto disposizione di recarsi presso una clinica veterinaria, e chiedere degli esami post-mortem.
In poche ore sono stati effettuati, radiografie ed autopsia, i risultati hanno dato ragione alla diffidenza della guardia, il giovane capriolo era stato si preso e sbranato dai cani da caccia, ma perché non riusciva a fuggire in quanto colpito da una fucilata sul fianco destro. Il colpo sparato da un’arma caricata a pallettoni, non è stato naturalmente mortale, il cacciatore che ha sparato ha commesso un gravissimo atto di bracconaggio, in quanto il capriolo in quella zona è protetto. Ma è illegale, e ancora più grave l’utilizzo di munizione spezzata, in quanto implica nella maggioranza dei casi il solo ferimento dell’ungulato, un gesto inqualificabile di una crudeltà inaudita, poichè porta il povero animale a morire tra atroci sofferenze.
Ma non è finita, il veterinario ha potuto riscontrare anche una frattura su una zampa posteriore risalente a circa tre settimane prima, sempre provocata da una fucilata, di conseguenza, al giovane capriolo gli hanno sparato per ben due volte nel giro di venti giorni. La sig. Molon informata degli esami ha aggiunto: “Ho subito angherie di ogni genere, per tanti anni, possiedo un grande appezzamento di terreno collinare, dei cacciatori si erano avvicinati a casa con i cani spaventando i cavalli e tutti gli animali da cortile, sono uscita da sola, urlando, loro erano in quattro, uno si è avvicinato puntandomi il fucile alla tempia, ho avuto veramente paura, e nonostante li conoscessi, sono andata dai carabinieri ma alla fine non ho sporto denuncia, per evitare ritorsioni più gravi.
Ma l’incubo non  era finito, per difendermi ho pensato di recintare la mia proprietà, ma mi è costato caro, un cane mi è stato impallinato, altri due, morti avvelenati, è stata avvelenata ed è morta perfino la mia cavalla a cui tenevo moltissimo”.


Renzo Rizzi portavoce CPV ha dichiarato: “Nei media sono usciti spesso articoli asserenti che dei caprioli erano stati sbranati dai cani randagi, la cosa mi ha sempre convinto poco, in effetti, la prima volta che viene effettuata  una verifica, si scopre  che le cose stanno in tutt’altro modo. Ritengo che una persona, che spara con una munizione di quel tipo ad un ungulato non è solo un bracconiere ma un autentico delinquente. Le associazioni venatorie, hanno oramai perso tutte le occasioni che gli si sono presentate per prendere nettamente le distanze con i fatti da questi malviventi, nascondendoli di fatto, tra le loro fila.


Mai una denuncia penale, che sia arrivata direttamente da chi, come i cacciatori conoscono l’ambiente, mai una costituzione di parte civile nei processi, con richiesta di revoca della licenza di caccia, viceversa, le associazioni si sono sempre affannate per mettere a disposizione il legale”.

>Su richiesta motivata, ENPA metterà a disposizione la documentazione relativa a questo caso<

Renzo Rizzi

Portavoce CPV Vicenza 348 9952822.

www.faunalibera.com

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