CAGNETTA FA 8 KM E RITROVA L'AUTO DEL PADRONE MORTO

Amici di CGTV da Facebook riportiamo questo articolo fantastico dal finale però davvero commuovente…
“Perla” è una cagnolina nera, razza pincher: era l’amica inseparabile di Eros Porcellato, la più giovane delle due vittime di un incidente stradale avvenuto venerdì scorso a Fonte, cittadina del trevigiano. Ed anche lei era nell’auto furgonata accartocciatasi nel tremendo schianto costato la vita anche a Roberto Cera, 44 anni di Piombino Dese. Da quel momento, nessuno l’ha più vista. Fino a mercoledì mattina, quando i titolari della Carrozzeria Ballan di Casella d’Asolo l’hanno trovata rannicchiata nel bagagliaio del veicolo destinato ormai ad essere rottamato. Lo scrive “Il Gazzettino”. In pratica la bestiola ha percorso circa 8 km, da Fonte Alto fino a Casella d’Asolo fiutando il percorso sino all’auto pur di stare accanto al suo padrone che, nel frattempo, era morto.

Una storia che ha davvero dell’incredibile, ma che ha aperto un barlume di luce nel buio calato sulla famiglia Porcellato. Così, Alberto, il fratello maggiore di Eros, racconta la commovente storia. «Perla era inseparabile per mio fratello. Erano sempre insieme, sia in casa che quando si recava a fare manutenzioni in giro. Erano insieme in macchina anche venerdì e, dopo l’incidente, la cagnolina è fuggita, spaventata. Mio padre sapeva che era con Eros, ma lì, in via Montegrappa, non l’ha trovata. Allora ci siamo organizzati per andarla a cercare sabato, perché qualcuno ci aveva detto di averla vista girovagare attorno al luogo dell’incidente, ma nessuno riusciva ad avvicinarla. Insieme con gli amici abbiamo cercato a Fonte Alto anche quella stessa sera, tanto che il parroco si è spaventato. Abbiamo messo degli avvisi in zona, ma senza esito. Questa mattina ci hanno telefonato gli agenti della Stradale di Castelfranco e ci hanno informati che Perla era stata trovata.

Era nella macchina di Eros, all’interno della Carrozzeria Ballan. L’hanno trovata rannicchiata nel portabagagli e non si lasciava avvicinare da nessuno. Allora abbiamo dovuto mandare a Casella d’Asolo una donna che ci aiuta in casa e che ben conosce Perla e solo con lei si è lasciata prendere. Una storia che ha portato un barlume di luce nel nostro dramma».

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