#catPills – Gli artigli nella storia

#catPills – Gli artigli nella storia

Vi è mai capitato di guardare il vostro gatto e chiedervi cosa, esattamente, stesse passando per la sua testa? Quale nuovo piano per la conquista del mondo stesse prendendo forma dietro quegli enigmatici occhi verdi? Vi siete mai chiesti come i gatti sono diventati quei misteriosi compagni di vita dell’uomo, legati a noi eppure sempre caratterizzati da una nobile aria di distacco, da tutto e da tutti?

Oppure, vi siete mai ritrovati a chiedervi come il vostro gatto, magari pantofolaio, magari pure un po’ cicciottello, sia riuscito a compiere un’acrobazia degna del più esperto acrobata?

Se vi siete identificati in almeno una di queste situazioni, questa è la rubrica che fa per voi: #catPills, curiosità e aneddoti per aiutarvi a conoscere un po’ meglio il vostro gatto e i suoi modi bizzarri di interagire con il mondo.

PICCOLA PESTE E GRANDE PESTE: C’è stato un periodo in cui quella piccola peste che vi lascia i segni delle unghie su tutta la casa è stata considerata causa della grande peste. Nel Medioevo, durante l’epidemia della Peste Nera, furono purtroppo sterminati moltissimi gatti per superstizione, soprattutto quelli neri, ritenuti portatori della malattia. Non solo i nostri avi si sbagliavano amaramente, essendo invece i topi i portatori, ma finirono col peggiorare la loro situazione, eliminando i nemici naturali di questi ultimi.

MAO-METTO: La storia racconta che l’ultimo profeta dell’Islam fu salvato dal morso di una vipera da una gatta, che egli decise di tenere con sé e chiamare Muezza. Ancora oggi, il gatto nella cultura islamica è molto rispettato ed è l’unico animale a poter entrare nelle moschee.

“VENERAMI COME UNA DEA”: È una frase che potrebbe pronunciare la vostra gatta al vostro indirizzo ed è anche quello che gli antichi egizi credevano volesse Bastet. Chi? Chiamata inizialmente Bast, è stata da principio la dea della guerra nel Basso Egitto e nel corso dei secoli è stata rappresentata con le sembianze di una gatta. Successivamente la sua mitologia mutò e divenne dea delle donne e della fertilità, restando una delle più importanti e più venerate divinità dell’Antico Egitto.

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