Grande successo per il convegno OIPA sull’alimentazione vegetariana in gravidanza e nell’età della crescita

Grande successo per il convegno OIPA sull’alimentazione vegetariana in gravidanza e nell’età della crescita

oipaAmici di CGTV, oltre un centinaio di partecipanti, dati scientifici a promuovere l’alimentazione vegetariana e vegana, tanti spunti di riflessione per le numerose mamme in attesa tra il pubblico: ecco il bilancio del convegno organizzato dall’OIPA lo scorso 16 novembre a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, con la partecipazione di pediatri, dietologi, nutrizionisti, biologi, tossicologi e ginecologi.

L’apertura è stata dedicata all’approfondimento della fase della gravidanza con il ginecologo Luigi Mario Chiechi che ha sottolineato “l’importanza dell’ambiente intrauterino per la prevenzione dei carcinomi. Gli estrogeni, usati per gonfiare la carne degli animali da allevamento, durante la gravidanza indicano modificazioni epigenetiche nella ghiandola mammaria e nelle cellule germinali, provocando un rischio di carcinoma mammario ereditabile per molte generazioni.”

Anche il pediatra Maurizio Conte ha evidenziato che “l’epigenetica, il controllore del DNA, è influenzata dall’ambiente e dall’alimentazione.” Sono stati inoltre rimarcati i rischi di una dieta sbagliata relativi all’obesità infantile e la necessità di prevenire attraverso una dieta ben pianificata. L’Italia è infatti tra i primi paesi in Europa a detenere il triste primato.

Il pediatra nutrizionista Luciano Proietti ha ricordato che “il latte materno ha una quantità di proteine adeguata alla specie umana, 10 grammi per litro, mentre quello bovino 34 grammi per litro, il che indica che il latte vaccino è adatto ad un solo cucciolo: il vitello. Purtroppo però le indicazioni per andare incontro alla salute vanno contro il sistema economico occidentale”.

“Con l’attività del mio ristorante veg salviamo due mucche al mese” questa è stata la chiusa di Simone Salvini, chef di alta cucina naturale vegetariana e collaboratore dell’Istituto Europeo di Oncologia di Umberto Veronesi, che si è imposto come chef vegetariano quando ancora non c’era una scuola da seguire e mancava la letteratura. Per farlo non solo ha lavorato con grandi maestri chef, ma anche con psicologi e oncologi, a ribadire il concetto che “siamo quello che mangiamo”.

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