Il Border Collie è l'Einstein dei cani

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Vivono accanto agli umani da più di mille anni, sono gli amici più fedeli e aiutano anche nei compiti più difficili e sono anche molto intelligenti. L’etologo Stanley Coren ha stilato la classifica delle razze di cani più intelligenti, una lista di 110 tipi ordinati per capacità cognitiva.

L’Einstein dei cani è il Border Collie, meno brillante, invece, è il Levriero afghano. “L’analisi prende in considerazione solo una componente, quella che io chiamo intelligenza da lavoro”, ha detto Stanley Coren in un’intervista alla Stampa. “I cani possiedono tre diversi tipi di intelligenza: l’istintiva, basata su quello per cui la razza è stata allevata, l’adattativa, legata a quanto l’animale impara dall’ambiente nel risolvere determinati problemi e quella dalavoro o ‘scolastica’, cioè, quella che il cane apprende seguendo i nostri insegnamenti”, ha continuato l’etologo.

Secondo lo studioso “la linea di divisione” fra cani intelligenti e meno brillanti è data dall’età della razza. Razze come quella del Labrador (comparsa nel XIX secolo) “sono nate per capire e fare ciò che chiediamo loro. In un certo senso abbiamo manipolato la loro intelligenza. Al contrario, i cani come i levrieri appartengono a una razza molto antica” e i loro comportamenti sono più riconducibili all’istinto e non all’apprendimento. Sono stati fatti molti test sulle capacità cognitive del miglior amico dell’uomo e – ha affermato Stanley Coren – si è dimostrato che Fido ha la stessa intelligenza di un bambino di due anni e mezzo: “I cani hanno le emozioni base, quali la rabbia, la paura, la gioia, la sorpresa, il disgusto e la tristezza”, ma il professor Coren ha escluso che i cani possano provare emozioni come il senso di colpa o la vergogna. “Quello che la maggior parte della gente vede come senso di colpa altro non è che paura della punizione”.

Ma cosa rende straordinari i cani, in cosa sono diversi dagli altri animali? “Il feeling uomo-cane non esiste con altri animali e l’abilità del cane di capire la comunicazione umana è stata selezionata geneticamente. Se si indica qualcosa con la mano, guarda in quella direzione anche se è un cucciolo di due mesi”, ha spiegato l’etologo Coren.

Se a questo aggiungiamo la capacità dei cani di comprendere il nostro linguaggio, ecco spiegato perché sono da sempre i migliori amici dell’uomo. “Sono in grado di capire mediamente 165 tra parole e gesti. Il record l’ha ottenuto un border collie di nome Rico che ne conosce 250 e riesce ad avere delle performance degne di nota. In un test gli veniva chiesto di andare a prendere, in mezzo a diversi oggetti che conosceva, uno di cui sentiva il nome per la prima volta. Arrivato di fronte agli oggetti, dopo averli analizzati uno a uno, ha deciso di prendere quello che  non aveva mai visto”. I cani, poi, riescono anche a intuire il grado di attenzione del compagno di gioco. Non sempre gli umani. (Apcom)

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