Un Natale davvero senza crudeltà? Ecco qualche consiglio da ENPA
Published On 24 dicembre 2013 » 619 Views» By redazione »
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senzacrudeltaAmici di CGTV, “con l’approssimarsi delle festività natalizie, l’Ente Nazionale Protezione Animali fornisce alcune indicazioni affinché gli animali vivano un Natale “ cruelty free”. La prima regola d’oro da seguire è quella di non donare di cani, gatti o di altri pet a Natale: molti di quelli regalati a Natale finiscono poi per essere abbandonati a giugno. Se proprio si vuole prendere con sé un animale, è indispensabile essere consapevoli che dovrà essere coccolato e accudito per tutta la vita. «Troppo spesso accade che, una volta esaurito l’entusiasmo iniziale per il nuovo amico, esso finisca per essere percepito come un peso e venga quindi abbandonato – spiega l’Enpa -. Invece, aprire la propria casa a un animale significa essere consapevoli che il pet ha bisogno delle nostre cure per sempre». A chi volesse “fare il grande passo” e sperimentare l’amore incondizionato che un pet riesce a dare, l’Enpa raccomanda di non acquistarlo in negozio, ma di rivolgersi ai canili e alle altre strutture di ricovero dove molti “trovatelli” attendono una famiglia che li adotti e li riempia di affetto. Da non dimenticare poi che in alcuni allevamenti dell’Est Europa, i cani, poi importati in Italia, vengono tenuti in condizioni molto precarie. «E’ assolutamente da evitare – prosegue la Protezione Animali – l’acquisto di esemplari appartenenti a specie esotiche; animali sradicati dal proprio ambiente naturale e catapultati nel nostro, del tutto inadatto alle loro specifiche caratteristiche etologiche». Proprio per questo si tratta di animali molto impegnativi, destinati ad essere abbandonati quando il proprietario si rende conto di non poter più fare fronte alle loro esigenze. Purtroppo, in questi ultimi anni l’Enpa ha registrato un significativo incremento di tale fenomeno; un fenomeno che colpisce non soltanto le vittime dell’abbandono, ma anche i nostri ecosistemi dove si può manifestare una situazione competitiva tra specie autoctone e alloctone, con grave danno per entrambe.

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