Infiammazione e intolleranze alimentari

Infiammazione e intolleranze alimentari

Che cos’è l’infiammazione?

La medicina attuale ha finito per travisare completamente il significato di tutti i sintomi che l’organismo manifesta durante qualunque malattia. L’ infiammazione è il processo con cui l’organismo “ripara” la lesione in atto.

Quando prendi un antinfiammatorio, soffochi la risposta naturale dell’organismo, e ciò sembra essere la causa del  continuo ed evidente aumento delle malattie croniche e/o degenerative. In pratica, inibendo la naturale risposta di difesa dell’organismo agli stimoli morbosi, ne impediamo l’eliminazione e costringiamo il sistema di difesa ad elaborare un nuovo equilibrio, con un aumento delle patologie croniche e degenerative.

Una metafora: l’eliminazione dei rifiuti di una città avviene nell’inceneritore. Quest’ultimo, emette fumo, calore, rumori ed emissioni moleste, con evidenti disagi. Allo stesso modo, l’infiammazione provoca dolore, malessere e disagio. Ma se li “spegniamo”, pensiamo veramente di aver fatto la cosa migliore?

Così come spegnendo l’inceneritore lasceremo i rifiuti in città ad inquinare l’ambiente, allo stesso modo, spegnendo l’infiammazione con i farmaci, lasceremo tossine nocive all’interno dell’organismo.

La situazione è ancora peggiore se lo stimolo patologico permane, in quanto costringe l’organismo ad un processo infiammatorio cronico. Processo invalidante e doloroso ma efficace (se i rifiuti continuano ad essere prodotti, l’inceneritore sarà costretto, ovviamente, a lavorare continuamente).

L’antinfiammatorio dovrebbe essere il farmaco d’elezione esclusivamente per i casi nei quali non è possibile rimuovere la causa dell’infiammazione o quando questa sia ignota e non identificabile.

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