“L’AFFETTO NON SI TASSA”, LE PROPOSTE FISCALI DEL MOVIMENTO ANIMALISTA
Published On 28 maggio 2018 » 181 Views» By Marco Anelli »
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“Agevolare, non ostacolare e deprimere come si è fatto finora, il rapporto affettivo tra proprietari ed animali da compagnia”. E’ quanto chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, intervenendo all’assemblea pubblica “L’affetto non si tassa” organizzata a Milano per illustrare le proposte in materia fiscale. Non c’è ancora un governo cui rivolgersi. “Questa perdita di tempo, questi tira-e-molla – sottolinea l’ex ministro – sono qualcosa di inaudito. Il cosiddetto “contratto” è o vago o irrealizzabile, comunque una parodia del modello tedesco. E i nomi, lo vediamo, contano almeno quanto i programmi. L’immaturità politica e il dilettantismo dei Cinque stelle sono sotto gli occhi di tutti. Da tre mesi il Paese attende invano e io dico, come tanti italiani: se sono capaci a farlo, lo facciano, questo governo, altrimenti si vada, nei tempi debiti, al voto. Noi non abbiamo paura delle urne, qualunque sia la data”.

Infatti il Movimento animalista è impegnato al massimo nella campagna per le amministrative con il proprio simbolo, liste e/o candidati propri in moltissime città di tutta Italia. Siamo presenti in numerosi comuni di varie regioni dalla Lombardia, a Marche, Campania, Veneto, Sicilia. In alcuni casi in candidati sono ospitati nelle liste di Forza Italia o in civiche sensibili alle problematiche ambientaliste e animaliste. Quasi ovunque gli animalisti hanno chiesto, in caso di vittoria, l’assessorato all’Ambiente o l’incarico di Garante dei diritti degli animali. La formazione politica fondata un anno fa dall’on. Brambilla guarda anche alle prossime regionali in Basilicata e nel Trentino-Alto-Adige. “Chi pensava – puntualizza l’ex ministro – che fossimo un fuoco di paglia, si metta il cuore in pace: la storia del Movimento animalista è appena cominciata!”

Nel frattempo il Movimento richiama l’attenzione su un aspetto della questione fiscale solitamente trascurato: c’è un problema di equità (in senso lato) anche per i proprietari di animali. “Del ruolo sempre maggiore che il rapporto con gli animali d’affezione ha nella vita dei nostri concittadini – avverte l’on. Brambilla – lo Stato purtroppo si ricorda prevalentemente quando si tratta di far cassa: gli animali domestici sono nel redditometro come gli yacht, al cibo, ai farmaci e alle cure veterinarie si applica l’aliquota Iva massima, mentre le detrazioni previste per le cure sono così basse da rasentare l’irrilevanza: una presa in giro”.

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