Muggiano, infestazioni di Hyphantria cunea

Muggiano, infestazioni di Hyphantria cunea

HyphantriaMi trovavo a Muggiano zona Milano e incuriosito da commenti di vari passanti, mi soffermo ad ascoltare e noto questo “simpatico” lepidottero. Il primo pensiero è stato quello di allontanare Artù pensando ad una processionaria ( l’assomiglianza è davvero impressionante ).

Scatto qualche foto e faccio un breve video ed eccomi a fare un po di chiarezza dopo essermi informato grazie anche agli amici di Facebook che puntualmente ci seguono.

Si tratta di Hyphantria cunea
Si registra in molte zone d’Italia una massiccia presenza di Hyphantria cunea o Ifantria americana, un lepidottero defogliatore polifago di provenienza nord-americana, che nello stadio larvale assomiglia molto alla Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) ma pare che sia innocuo per l’uomo e gli animali, ripeto… io non l’ho toccato ne tanto meno Artù.

I forti attacchi di Ifantria sono probabilmente da ricondurre agli inverni caldi che hanno caratterizzato gli ultimi anni (a causa dei cambiamenti climatici): il contenimento naturale della popolazione del lepidottero avviene infatti grazie a fattori abiotici, come la sensibilità alla bassa umidità e alle basse temperature. Il freddo invernale è in grado, infatti, di eliminare le crisalidi non ben protette.

Differenze tra Ifantria e Processionaria
Anche se nella fase larvale Ifantria assomiglia alla Processionaria del Pino, esistono diverse differenze sostanziali:
H. cunea è innocua per l’uomo e per gli animali;
H. cunea è estremamente polifaga e attacca numerose specie di latifoglie, ma non è presente sui pini e conifere in genere;
H. cunea non costruisce i tipici nidi bianchi cotonosi della processionaria ma ragnatele di fili sericei intorno ai germogli dove le larve di prima età si nutrono e trovano riparo;
– le larve di H. cunea sono presenti nel mese di agosto mentre le larve di processionaria in primavera (quando scendono dai nidi per interrarsi e proseguire il ciclo biologico);
H. cunea non rappresenta un rischio sanitario per l’uomo e gli animali come Processionaria e gli interventi di lotta devono essere attuati solo per limitare l’infestazione e quindi il danno sulle piante.
In ambito urbano i disagi maggiori in caso di forti infestazioni sono rappresentati dalle larve che, soprattutto quelle della generazione estiva, raggiunta la maturità a fine agosto-inizio settembre, abbandonano la vegetazione per raggiungere i ricoveri dove incrisalidare e svernare. Quando una massiccia infestazione avviene in prossimità di zone abitate, è facile scorgere miriadi di bruchi dirigersi verso gli edifici e risalire i muri alla ricerca di un nascondiglio, che trovano sotto le tegole, le grondaie o gli infissi o addirittura all’interno delle abitazioni, penetrando attraverso le finestre lasciate aperte.

Distribuzione geografica
Hyphantria cunea è diffusa nel Nord Italia in tutta la Pianura Padana, dal Piemonte al Friuli, e con qualche focolaio anche nell’Italia centrale. In Lombardia l’insetto è stato segnalato all’inizio degli anni ’80, nel mantovano, da dove si è poi diffuso nelle provincie limitrofe, per invadere poi tutte le altre provincie della regione.

 Il danno

Le larve di H. cunea divorano voracemente le foglie, scheletrizzandole (rimangono solo le nervature), causando significative defogliazioni. Un danno secondario è rappresentato dai residui lasciati dalle colonie di bruchi: tele sericee, esuvie larvali, escrementi e resti di tessuti fogliari che imbrattano la vegetazione infestata.

Piante ospiti
Gelsi e acero americano (acero negundo) risultano essere le specie preferite del fitofago e sono considerate “piante spia” per l’ifantria, rilevatrici della presenza dell’insetto; quando presenti, queste piante sono le prime ad essere attaccate e quelle che subiscono i maggiori danni.
H. cunea è estremamente polifaga. Tra gli ospiti primari: acero, gelso, noce, pioppo bianco, salice, tiglio, platano, ciliegio. Tra gli ospiti secondari: acero campestre, frassino, ontano comune, nocciolo, biancospino, etc. In presenza di infestazioni massicce possono l’attacco può interessare molte altre latifoglie spontanee, ornamentali, fruttifere, e piante erbacee. A differenza di processionaria, non vengono attaccate le conifere.

Fonti bibliografiche: Regione Emilia Romagna, ASL Milano.

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