Neonato in arrivo: cosa fare con il cane e il gatto
Published On 24 luglio 2017 » 92 Views» By Marco Anelli »
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Accettare la nuova situazione: accorgimenti quotidiani

Cani, gatti e padroni

Cani e gatti si accorgono già durante la gravidanza che qualcosa sta cambiando. Perché? Cambiano piccole cose nella quotidianità, come odori, i vestiti nuovi, prodotti diversi e abitudini, sia orari che cose da fare. Questo può essere fonte di stress sia per il cane che per il gatto, ma in particolar modo per quest’ultimo. Quando arriva il neonato, quest’ultimo stravolge completamente l’attenzione dei suoi genitori, i quali tendono a dimenticarsi o trascurare il cane o il gatto. I nostri coinquilini a quattro zampe possono dunque risentire di questa situazione e fare dispetti, manifestando il proprio stress, ad esempio masticando le cose e gli oggetti. A contribuire a generare questo stato sono inoltre i cambiamenti fisici in casa. Si modificano le stanze, arrivano oggetti e cose che occupano posto e spazio (magari proprio dove prima c’era la cesta del vostro gatto).

Per minimizzare lo stress basta introdurre gli oggetti prima dell’ultimo momento e non tutti in una volta, così che i nostri amici pelosi si adattino al cambiamento. Un accorgimento organizzativo di cui beneficia sicuramente tutta la famiglia, gestendo il lieto evento e le sue conseguenze con anticipo.

Per quanto possibile, l’ideale è inoltre minimizzare i cambi di stile di vita. Scendendo nell’esempio pratico: se il cane era abituato alle passeggiate, non si può smettere all’improvviso. Seppure il neonato occuperà la maggior parte del tempo, bisogna cercare di mantenere comunque le abitudini, ricordandoci di portare il cane a spasso, anche se meno frequentemente. Il cane infatti non può comprendere la situazione e noi non possiamo venire meno alla responsabilità che ci siamo presi.

È stressato il papà, è molto stressata la mamma, non vorremmo stressare anche il cane e il gatto?!

Cani, gatti e neonato

La relazione tra bambino e cane o gatto ha indubbiamente dei riflessi importanti sulla sua psicologia e sul comportamento. Gli studi effettuati a tal proposito sono stati molteplici e hanno analizzato più di un aspetto di questa interazione, spaziando dalla comunicazione, all’atteggiamento, fino a disturbi e malattie. Restiamo comunque tra gli accorgimenti fondamentali, da tenere bene a mente in seguito alla nascita.

Non lasciate il neonato, ma generalmente i bambini, da solo con il cane o il gatto, ma fate in modo che essi siano sempre insieme sotto la supervisione di un adulto. L’animale, giocando, soprattutto se è un cucciolo, potrebbe involontariamente far male al bambino, graffiandolo o facendolo cadere. Allo stesso modo anche il bambino può dar fastidio al nostro peloso coinquilino senza rendersene conto. Quando è più grandicello è necessario infatti insegnargli a non tirare le orecchie o la coda e a trattarlo con delicatezza. Lasciarlo in braccio al bambino non è una cattiva idea, ma sempre se quest’ultimo è seduto e in uno stato di calma, oltre a un necessario rapporto di fiducia tra i due. Il gatto o il cane potrebbe infatti fargli male divincolandosi dalla presa.

La separazione totale non è auspicabile, infatti rende più difficile la situazione da comprendere a cane e gatto. C’è un nuovo membro in famiglia! Il primo incontro, così come i successivi, devono essere supervisionati, ma ci devono essere. Possibilmente in una situazione rilassante, magari fuori casa, come al parco.

I comportamentisti suggeriscono comunque di supervisionare il rapporto tra i due (o più!) fino ai 14 anni.

Alimentazione

Non è forse immediato associare il comportamento con l’alimentazione, ma questo collegamento è molto netto, infatti il comportamento viene regolato da precisi ormoni e neurotrasmettitori la cui funzione è a sua volta regolata proprio dagli alimenti. Ne deriva che, o essi sono sani e completi o le strutture deputate alla loro funzione non sono in grado di eseguire il loro lavoro e il meccanismo si inceppa in modo più o meno grave.

La prima e forse più seria manifestazione legata al meccanismo appena descritto è l’imprevedibilità. Questo problema è purtroppo piuttosto comune nel cane, il quale spesso si comporta improvvisamente in modo aggressivo e imprevedibile, specie all’incontro con altri cani, ma anche bambini o persone. Ciò spiega il numero di persone che, non essendo sicure delle sue reazioni, deve tenere il proprio cane col guinzaglio stretto, fra l’altro aumentando, in questo modo, le difficoltà di socializzazione.

Altre manifestazioni sono tutte riconducibili a stati ansiosi, come l’impulsività, l’agitazione costante, il nervosismo, l’abbaio continuo e spesso immotivato (un cane “normale” non deve abbaiare furiosamente alle persone che conosce bene), l’ansia da separazione, disturbi dell’attenzione.

L’elenco è sorprendentemente lungo, ma che quanto esposto sia molto spesso provocato dalla presenza di precisi residui tossici nell’alimentazione è evidente dal fatto che una dieta che li elimini e che sia ricca di piante officinaliselezionate, vede frequentemente regredire in tempi assolutamente brevi i sintomi appena citati. Il Dipartimento Ricerca e Sviluppo SANYpet è costantemente al lavoro sull’insorgenza di patologie legate all’alimentazione nei pet e i risultati scientifici, oltre che i tanti casi pratici, stanno avvalorando e dimostrando quanto sostenuto.

Un cane o un gatto già sottoposto ad una situazione di stress, a causa dei cambiamenti in atto, potrebbe dunque, a causa di una scorretta alimentazione subire ancor di più questo stato di disagio, creando inconsciamente ancor più problemi da gestire ai propri padroni, oltre alla naturale frustrazione nel vedere il proprio pet non in grado di vivere serenamente.

In termini pratici, cosa scegliere dunque? Cercate alimenti privi di contaminanti chimici e farmacologici, con ingredienti puliti reperiti in quei luoghi dove la natura ancora prevale sull’uomo, come Islanda e Nuova Zelanda, o certificati biologici. Prediligete inoltre aziende che fanno ricerca scientifica per il benessere di cani e gatti. Un fattore d’indubbio prego è inoltre l’inserimento nella formulazione di fitoterapici, ovvero estratti di piante officinali, dalle proprietà antiossidantiantinfiammatorieimmunomodulanti e antitossiche sull’organismo. Il nostro ultimo consiglio è, infine, di unire il cibo secco all’umido, con un Programma Nutrizionale Integrato, che permetta così di ottimizzare l’assunzione di liquidi e prevenire il rischio di patologie alle vie urinarie. Sarebbe infatti spiacevole, durante la gravidanza o dopo, doversi trovare a dover gestire anche i problemi di salute del vostro cane o gatto. Prevenire, come sempre, è meglio di curare.

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