Operazione Siso 2018: 130km di FAD rimosii!

Operazione Siso 2018: 130km di FAD rimosii!

Commentario di Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia e Campaign Leader di Operazione Siso 2018.

Nel 2017 un giovane Capodoglio, attraversando l’arcipelago delle Isole Eolie, rimase impigliato in una rete illegale di tipo derivante. La Guardia Costiera tentò per molte ore di liberarlo ma non riuscì a salvarlo. Venne trovato morto lungo la costa di Capo Milazzo, con la rete ancora attorcigliata alla pinna caudale e con lo stomaco pieno di plastica, dal biologo marino Carmelo Isgrò che ancora oggi ne conserva lo scheletro, per poterlo poi esporre come monito per tutti noi e per le generazioni future sui danni che stiamo causando all’ambiente. Carmelo ha deciso di dare al Capodoglio il nome di SISO, in onore del caro amico che lo ha aiutato a recuperarlo e che proprio in quei giorni morì in un incidente d’auto.

La morte di SISO causata da una rete illegale è un chiaro segnale della presenza di attrezzature da pesca illegali nell’arcipelago Eoliano. In più i dati 2018 del Ministero delle Politiche agricole alimentari aggiornati al 15/09/2018 confermano che in Italia sono stati sequestrati 180.815,79 Kg di pescato illegale, con un totale di 7.649.914,8 di euro di sanzioni applicate.

Per Sea Shepherd diventa impossibile non intervenire, grazie al supporto dell’Aeolian Islands Preservation Fund e Smile Wave.

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