Perché scegliere il grain free?

Perché scegliere il grain free?

Vogliamo condividere questo articolo molto interessante sull’alimentazione dal sito forza10

Premessa: il cereale non è un nemico

Innanzitutto è necessario premettere che il cereale non è un nemico da eliminare a prescindere dalle diete di cane e gatto. Non è certo lui il nemico numero uno della salute dei pets.
I cereali vanno dosati (come ogni ingrediente) in maniera oculata, assicurandosi della loro qualità e conoscendo approfonditamente le loro caratteristiche. I problemi possono insorgere qualora essi vengano utilizzati come semplice riempitivo nella formulazione di una dieta.
Tornando dunque alla ragion d’essere di questo articolo e posti d’innanzi al dover scegliere per il nostro amico a quattro zampe, che non può farlo e a noi deve affidarsi, ecco cosa bisogna sapere. Ecco perché scegliere il grain free:

Allergeni e soggetti intolleranti

Meno cerali implica meno fonti di allergeni. Tuttavia, senza fare “di tutto il cereale un fascio”, è necessario specificare che i cereali più allergizzanti, dunque in grado potenzialmente di provocare un’allergia, sono quelli che hanno il glutine con la gliadina. I più conosciuti, per intenderci, sono frumento, avena, orzo e farro, mentre sono esclusi mais, riso e soia. Possono comunque esserci casi, seppure molto bassi in percentuale, di cani intolleranti anche a questi ultimi tre cereali citati e, nonostante sia stato dimostrato scientificamente che il cane è in grado di digerire il cereale*, possono esserci soggetti non in grado di digerirlo.

Nessun eccesso di Omega6

Omega3 e Omega6 sono acidi grassi polinsaturi con funzioni svariate e tra loro complementari. Gli Omega3 hanno la capacità di rendere elastiche le membrane cellulari, al contrario degli Omega6 che tendono ad irrigidirle, i primi hanno azione anti-infiammatoria, i secondi pro infiammatoria.
Gli Omega6 si trovano soprattutto nei cereali, dunque una dieta grain free riduce il rischio di squilibrio tra questi due acidi grassi. Ciò non significa che gli Omega6 siano dannosi in quanto tali o privi di funzionalità, ma la causa di possibili problemi è da riscontrarsi in un loro eccesso, frequente nel pet food tradizionale. Se si è consci di ciò, non occorre necessariamente eliminarli, ma un’altra via da percorrere è il loro corretto bilanciamento con gli Omega3, contenuti ad esempio nell’olio di pesce, con un rapporto Omega3:Omega6 compreso tra 1:1 e 1:4.

Ciò che sostituisce il cereale

Scansiamo le occhiatacce di formulisti e nutrizionisti e ragioniamo sottovoce: se qualcosa manca in una composizione, vuol dire che c’è qualcos’altro in sostituzione o c’è un elemento, già presente precedentemente, in quantità maggiore. Seguiamo la semplice logica e scopriamo che, seppure in maniera non così semplicistica, è davvero così. La compensazione nella formula è data soprattutto a una maggiore presenza di carne, che richiede però l’attenzione di non eccedere nel tenore proteico. Quest’ultima può anche essere di pesce e spesso, nelle diete grain free, per questioni di appetibilità, le carni presenti sono più di un tipo, rispecchiando così il mito della dieta ancestrale. Il pesce ci piace molto, soprattutto per la sua ricchezza di Omega3, inoltre, in molti casi, viene utilizzato l’animale intero e, in questo modo, i nostri pet hanno la possibilità di assimilare ulteriori sostanze che invece dovrebbero essere addizionate. Ad esempio, la lisca di pesce contiene sostanze (come il condroitin solfato) utili alle articolazioni, e l’osso permette l’assimilazione del calcio.

Un ultimo componente da tenere assolutamente d’occhio sono infine i fitoterapici, in questo caso cercandoli come un assetato nel deserto: le sostanze botaniche, se scelte con accuratezza, sono in grado di esaltare la formulazione delle crocchette.

Livello energetico

Una dieta grain free spesso ha un livello energetico più alto, soprattutto per la maggiore presenza di proteine e grassi, ed è dunque particolarmente indicata a cani e gatti che vivono in ambienti freddi, cani sportivi, da lavoro o comunque molto attivi.

La richiesta statunitense

Il grain free è una scelta preponderante negli USA, dove il mercato richiede esplicitamente alimenti che garantiscano questa referenza. La ragione principale riguarda lo scandalo che coinvolse numerose aziende di pet food, che si approvvigionarono dalla Cina di glutine di grano e glutine di mais contaminati, provocando danni gravi alla salute di cani e gatti, con picchi nell’anno 2007. Questi accadimenti hanno suscitato una crescente sensibilità, sia negli Stati Uniti che in Canada, verso gli alimenti grain free, che nell’anno 2014 hanno accresciuto la loro percentuale di vendita addirittura del 23,9%.

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