Sea Shepherd lancia Operazione Dolphin By-Catch per sensibilizzare il pubblico sul destino dei delfini lungo la costa francese
Published On 1 marzo 2018 » 138 Views» By Marco Anelli »
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Da gennaio a fine marzo una media di 6.000 delfini vengono uccisi ogni anno a largo della costa occidentale francese da grandi pescherecci a strascico industriali e da imbarcazioni che pescano in coppia (con reti tese e trascinate tra due pescherecci a strascico). Questo numero potrebbe arrivare fino a 10.000 secondo l’Osservatorio Pelagis, con sede a La Rochelle. È più del numero complessivo di delfini uccisi ogni anno nelle Isole Faroe danesi e nella Baia di Taiji, in Giappone, insieme.

Queste navi pescano principalmente branzino, concentrandosi sui fondali che ospitano la stagione riproduttiva. Questa pratica non è dannosa solo per le popolazioni di branzini, ma è letale anche per i delfini che rimangono intrappolati e annegano nelle reti come catture accidentali. Durante il pattugliamento del Plateau di Rochebonne di questo fine settimana, la nave di Sea Shepherd Bob Barker ha filmato i pescherecci a strascico Jeremi Simon e Promethée mentre issavano a bordo le loro reti con due delfini intrappolati all’interno (IN BASSO IL LINK DEL VIDEO). Uno dei delfini sembrava già affogato, ma l’altro, ancora vivo, emetteva fischi d’angoscia che possono essere uditi nel video. Invece di rigettare i delfini in mare davanti all’equipaggio di Sea Shepherd, i due delfini sono stati portati a bordo di una delle due imbarcazioni. Questa macabra scena si ripete ogni notte, durante tutto l’anno, lungo la costa francese, con un picco tra gennaio e marzo.

I delfini scompariranno presto completamente dalle acque costiere francesi?

L’Osservatorio Pelagis pubblica da anni, senza essere ascoltato, rapporti allarmanti sul declino della popolazione di delfini. In un rapporto del 2016 firmato dal Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) francese, dal Pélagis e dall’Università di La Rochelle, si afferma chiaramente che la mortalità inflitta ai delfini dai pescherecci mette a repentaglio la sopravvivenza della popolazione nel medio termine. Avendo bassi tassi di fertilità e un’elevata sensibilità all’inquinamento chimico e plastico, e dovendo anche affrontare la scarsità di cibo causata dalla pesca eccessiva, i mammiferi marini sono particolarmente vulnerabili. È quindi urgente adottare misure immediate per proteggerli. Lo Stato francese tuttavia non ha ancora risposto a tutti i moniti degli scienziati sull’argomento e i pescatori coinvolti stanno approfittando dell’ignoranza dell’opinione pubblica.

Il viaggio infernale dei delfini catturati

I delfini che vivono abitualmente insieme ai branzini vengono presi da reti da pesca che catturano indiscriminatamente tutto ciò che incontrano lungo il loro cammino. Ne segue una morte lancinante poiché i delfini intrappolati annegano nella rete. I delfini che vengono pescati vivi di solito muoiono per le ferite loro inflitte dai pescatori a bordo delle navi. I cadaveri che regolarmente arrivano sulle spiagge francesi mostrano fratture, code e pinne spezzate e profonde incisioni nella pelle dovute alle reti.

Rapporti intenzionalmente poco chiari delle catture accidentali che difficilmente sono “casuali”

“Catture accidentali” è il termine vago usato per descrivere l’ecatombe dei delfini che ha luogo ogni anno lungo le coste francesi, un massacro che avviene nella totale e attentamente mantenuta opacità.

Infatti, sebbene la legge imponga ai pescatori di dichiarare le loro catture di delfini, in pratica lo Stato non ha designato alcun organismo di regolamentazione atto a ricevere questi dati. Questo vuoto impedisce il monitoraggio della mortalità inflitta ai mammiferi marini dai pescherecci a strascico. L’Osservatorio Pelagis è qualificato e in grado di ricevere questi dati ma non ha ottenuto l’autorizzazione per farlo.

Inoltre non sono stati stanziati fondi per l’attuazione di tecniche di pesca più selettive, nonostante questi fondi esistano. La pesca industriale è fortemente sovvenzionata in Francia, ma la riduzione della mortalità dei delfini non è una delle priorità della politica sulla pesca dello Stato.

Come possono essere salvati i delfini?

Il presidente di Sea Shepherd Francia Lamya Essemlali ha invitato lo stato francese a:

1/ Proibire ai pescherecci a strascico la pesca nei fondali che ospitano la stagione riproduttiva dei branzini. La Francia concede autorizzazioni per una pesca particolarmente distruttiva in aree sensibili, ma non applica contemporaneamente misure di sorveglianza adeguate.

2/ Stabilire un migliore controllo delle attività di pesca e prevenire efficacemente la vendita di novellame. La Francia è già stata multata per diversi milioni di euro per la sua tolleranza verso la vendita di pesce sottodimensionato, bandito dall’Unione europea con l’ovvio scopo di preservare le popolazioni.

3/ Infine designare un’organizzazione (come Pelagis) atta a ricevere i dati relativi alle catture accidentali di delfini nell’attrezzatura da pesca.

Cosa può fare il pubblico:

1/ Mangiare meno pesce.

2/ Evitare completamente il pesce sottodimensionato

3/ Boicottare il pesce pescato da pescherecci a strascico, limitandosi esclusivamente ai pesci catturati con la lenza

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Crediti / didascalie (tutte le foto e i video: Alejandra Gimeno / Sea Shepherd)

Sea Shepherd Global

Sea Shepherd è un movimento internazionale senza scopo di lucro che usa tattiche innovative appartenenti all’ambito dell’azione diretta, al fine di difendere,conservare e proteggere gli oceani del mondo e la vita marina. Fondata  da Paul Watson nel 1977, oggi Sea Shepherd è un movimento mondiale con entità nazionali indipendenti in più di 20 Paesi. Con l’eccezione di Sea Shepherd Conservation Society (SSCS) negli Stati Uniti sono uniti da una comune missione attraverso Sea Shepherd Global, avente sede ad Amsterdam, che coordina comunicazioni,logistica e una flotta di cinque navi che cooperano in campagne in tutto il mondo. Sea Shepherd investiga e documenta violazioni delle leggi nazionali e internazionali inerenti la conservazione e fa rispettare le misure di conservazione laddove sussiste l’autorità legale.

Per ulteriori informazioni visitate il sito: http://www.seashepherdglobal.org

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