Sea Shepherd rivela attività di pesca a strascico illegale e impunita in acque di competenza danese

Sea Shepherd rivela attività di pesca a strascico illegale e impunita in acque di competenza danese

Un’indagine portata avanti per 14 settimane dall’organizzazione di conservazione marina “Sea Shepherd” rivela che nel “Sound”, lo stretto tra la Svezia e la Danimarca, si stanno svolgendo attività illegali di pesca a strascico, nonostante il divieto presente dal 1932 di utilizzo di tali attività distruttive.

Dal 16 gennaio al 6 aprile, i volontari e i biologi di Sea Shepherd hanno condotto delle ricerche nel “Sound” (conosciuto localmente come Öresund or Øresund) a bordo della nave da pattugliamento MV Emanuel Bronner, per studiare il fondale marino in cerca di prove sui danni provocati dai pescherecci a strascico.

I biologi hanno prelevato campioni di suolo e di acqua e hanno effettuato una scansione del fondale che mostra segni evidenti della pesca illegale a strascico (vedi foto) con 6 tracce di reti a strascico in un solo tratto lungo 1 km. I sub di Sea Shepherd hanno inoltre ritrovato merluzzi e focene comuni morti intrappolati nelle reti fantasma abbandonate nel Sound.

Il divieto di pesca a strascico, in vigore da oltre 80 anni, ha consentito a molte specie anche rare di fauna marina di prosperare nel Sound. Ma un’approfondita ricerca pubblicata dalla Fondazione Oceana nel 2016, aveva dimostrato che l’attuale protezione non era più sufficiente a proteggere questo unico e fragile ecosistema e aveva chiamato in causa i governi della Danimarca e della Svezia affinchè stabilissero un’unica e transfrontaliera area marina protetta (MPA) attraverso l’intero Sound, che comprendesse l’attuale e minore area protetta nonché le aree non protette.        

(http://oceana.org/publications/reports/oceana-proposal-marine-protected-area-sound-2016).

Purtroppo Sea Shepherd è arrivata a stabilire che nulla è cambiato da allora. I pescherecci a strascico sono autorizzati nella zona nord del Sound, tranne a febbraio e a marzo, quando i merluzzi (specie minacciata) sono nel periodo di riproduzione. Ma anche queste restrizioni vengono ignorate dai pescherecci, come nel caso dell’imbarcazione danese colta in flagrante con le proprie reti in mare l’11 marzo.

La mancanza di controllo, specialmente nel tratto di stretto di competenza danese, consente a questi pescherecci di poter operare impunemente, addirittura alla luce del giorno.

“Dal nostro arrivo in zona, la Guardia Costiera svedese ci ha intercettati due volte e contattati via radio numerose volte per identificarci”, ha dichiarato il direttore di Sea Shepherd Scandinavia, Lukas Erichsen.

“Invece non abbiamo visto né sentito la Guardia Costiera o l’ente di controllo della pesca danesi nemmeno una volta. C’è una totale mancanza di controllo o addirittura di presenza delle autorità nell’area di competenza danese.”

Gli accertamenti effettuati da Sea Shepherd sono stati divulgati dalla stampa danese il 3 aprile (https://www.tv2lorry.dk/artikel/minister-om-bekymrende-fund-i-oeresund-jeg-bliver-hamrende-vred), sollecitando il Ministro della Pesca a convocare una riunione del comitato di emergenza per il giorno successivo, dove il Partito Popolare Socialista Danese (Socialistik Folkeparti) ha risollevato la richiesta della Fondazione Oceana di creare un’area marina protetta per tutta l’area del Sound, bannando effettivamente e per tutto l’anno le attività di pesca a strascico. Il parlamento dibatterà questa questione il giorno 18 aprile.

“Abbiamo consegnato la nostra documentazione riguardante le attività illegali nel Sound all’Agenzia Danese di Ispezione sulla Pesca”, ha dichiarato Erichsen. “Speriamo che finalmente colmino le lacune in quell’area ed inizino a monitorarla attivamente.”

Per ulteriori informazioni e richieste di interviste, contattare:
Lukas Erichsen, Direttore di Sea Shepherd Scandinavia
E-mail: lukas@seashepherdglobal.org
Tel: +45 3120 7285

 

Foto (credit Sea Shepherd): 

  • Area di tracce di rete a strascico con 6 tracce in un chilometro di lunghezza nel Sound

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