«Viva grazie ai test sugli animali». Studentessa malata insultata sul web

«Viva grazie ai test sugli animali». Studentessa malata insultata sul web

Screenshot_2013-12-29-00-35-29Amici di CGTV  Caterina Simonsen, una ragazza di 25 anni studentessa di Veterinaria all’Università di Bologna, gravemente malata e costretta per 20 ore al giorno a restare attaccata a un respiratore ha ricevuto una pioggia di insulti in rete.. Il motivo? Aver difeso sul social network la sperimentazione animale. La ragazza appare nella foto con il respiratore sulla bocca e un foglio in mano: «Io, Caterina S. ho 25 anni grazie alla vera ricerca che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un futuro». Il post, rilanciato dalla pagina “A favore della sperimentazione animale”, ha totalizzato 2.690 condivisioni e 13.893 “Mi piace”. Ma ha suscitato anche una pioggia di insulti.

LE MINACCE «Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza ad esseri innocenti non lo trovo giusto», è il messaggio di Valentina. Concorda Mauro: «Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti sugli animali, razza di bestie schifose». Insulti anche da Perry: «Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m… in meno e più animali su questo pianeta». Materiale che Caterina ha consegnato alla polizia postale, con i nomi degli autori dei post. «Non capisco il perché di tanta cattiveria» replica la giovane. Seduta sul letto, circondata da decine di farmaci che deve assumere e dai macchinari che le permettono di respirare, la ragazza spiega in due video come trascorre la sua giornata: affetta da 4 malattie rare per sopravvivere passa dalle 16 alle 22 ore al giorno attaccata a un respiratore.

L’APPELLO Questo è il suo appello: «Invito Brambilla, Lav e Partito animalista europeo a combattere contro l’utilizzo degli animali dove non è fondamentale per l’esistenza umana: la caccia, i macelli, gli allevamenti di pellicce. Anziché fare tanto rumore mediatico, e ostacolare il lavoro dei ricercatori potreste raccogliere fondi e investire soldi per cercare un metodo alternativo valido» agli esperimenti sugli animali.

Fonte il messaggero

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